- Signor presidente, come e quando ha conosciuto Benedetto Letizia, il padre di Noemi?
- Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?
- Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche lei – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
- Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lei, on. Berlusconi, a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati. Perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?
- Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
- Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
- Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
- E’ vero, come sostiene Noemi, che lei le ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica? E questo «uso strumentale del corpo femminile», per il premier, non «impoverisce la qualità democratica di un paese» come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?
- La sua seconda moglie, Veronica Lario, ha detto che il marito «frequenta minorenni». Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o «alleva», per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?
- Veronica Lario ha anche detto: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile». Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di «una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità». Quali sono le sue condizioni di salute?
- Lei ha criticato molto il ruolo della stampa in questa vicenda, nonostante Il Giornale (un quotidiano posseduto dalla sua famiglia), così come gli altri giornali, abbiano regolarmente difeso la sua condotta. Pochi primi ministri hanno questo privilegio, tuttavia lei continua a dire che la stampa è contro di lei. Quale è la sua idea, quindi, di una stampa libera?
- Lei ha accusato La Repubblica di "sfruttare questioni private per fini politici". Eppure, i confini tra "pubblico" e "privato" spesso si sovrappongono nella sua vita politica, in particolare attraverso la sua vasta proprietà di vari quotidiani ed emittenti televisive, mentre lei contemporaneamente esercita il potere politico. Lei era d'accordo di risolvere questo "conflitto d'interessi" entro 100 giorni dalla data di entrata in carica, ma bnon è stato fatto ancora nulla in proposito. Vi sono ampie critiche a questa situazione in tutta Europa. Perché non ha risolto il "conflitto d'interessi" e non pensa che ciò rappresenti un problema per la democrazia italiana?
- Il 21 maggio 2009, lei ha descritto il parlamento italiano come "inutile", suggerendo che sarebbero necessari solo 100 deputati per svolgere in maniera efficace il lavoro. Allo stesso tempo, lei sostiene che il popolo italiano è "con lei". E' sua opinione, quindi, che l'elettorato italiano le darebbe facilmente più potere per "fare le cose" più efficientemente?
- Lei ha paragonato il ruolo del governo a quello di una società privata, e contrastato sfavorevolmente i legislatori con gli imprenditori. Comprende la differenza tra un uomo d'affari di successo e uno statista di successo?
- Il 19 maggio 2009, un giudice italiano ha sentenziato che lei ha corrotto il suo legale britannico, David Mills, attraverso il pagamento di 600.000 $ per fornire falsa testimonianza a suo favore. Mills è stato condannato a febbraio, mentre lei è stato protetto dalla legge sull'immunità parlamentare approvata dal suo governo. Lei ha detto che riferirà sulla questione in parlamento "non appena avrà tempo", ma non prima delle elezioni europee. Perché quest'attesa e quando riferirà?
- Oltre alle sue critiche verso il parlamento italiano, lei attacca regolarlmente la magistratura italiana per la sua parzialita e "follia". Lei ha recentemente ricevuto delle critiche per voler minare le procedure costituzionali, che la hanno portata ad un conflitto con il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano, più recentemente, in particolare, per il caso sul diritto di morire di Eluano Englaro. E' stato affermato che lei stesso ha alte aspirazioni di succedere a Napolitano. Può confermare la sua intenzione di diventare presidente della repubblica italiana e quali poteri vorrebbe aggiungere al ruolo?
- A luglio 2009 lei ospiterà il vertice del G8 a L'Aquila. In occasione dei precedenti summit internazionali e dei raduni dei capi di stato e di governo mondiali, lei ha avuto problemi di comunicazione con alcuni dei suoi pari. Lei ne prevede di più quest'anno?
- Quali sono, a suo avviso, i suoi più grandi successi come presidente del consiglio dei ministri italiano?
- Nel corso delle ultime settimane lei ha negato di essere direttamente coinvolto nella selezione di soubrette televisive come candidate parlamentari per il suo partito, anche se è stato ammesso dallo stesso quotidiano Il Giornale, a lei vicino. Può chiarire se è stato coinvolto o meno?
- Infine, perché Noemi Letizia, la sua amica neo-maggiorenne di Napoli, la chiama "Papi"?
martedì 2 giugno 2009
10 domande + altre 10 al signor Berlusconi
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sabato 7 febbraio 2009
La Democrazia,...
... per come la conoscevamo, come governo del popolo, sta morendo.
E morirà ogni giorno di più se al potere continueranno ad esserci persone deliranti di onnipotenza come il cavaliere nano e i suoi adepti.
E morirà ogni giorno di più se al potere continueranno ad esserci persone deliranti di onnipotenza come il cavaliere nano e i suoi adepti.
martedì 2 dicembre 2008
Sky si difende da Berlusconi
Sky Italia si schiera contro la proposta, inserita nel decreto anti-crisi economica dal governo Berlusconi IV, di portare l'IVA per gli abbonamenti delle tv a pagamento dal 10% al 20%; e lo fa mandando in onda sui suoi canali uno spot di circa un minuto. Da ricordare che l'IVA agevolata (al 4%) per questo tipo di abbonamenti fu un regalo del 1991 del governo Andreotti VII all'allora editore Silvio Berlusconi e alla sua rete Tele+ (la procura di Milano pensa che dietro al favore ci sia stato perfino un tentativo di corruzione). In seguito, nel 1995, fu innalzata al 10% dal governo Dini, suscitando le ire di Berlusconi, che lo definì come "l'ultimo atto di una campagna (da parte dei comunisti, ndr) tesa a mettere in difficoltà la pay tv".
Il testo completo dello spot:
In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vostro abbonamento a SKY dal 10 al 20%, un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 SKY ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell’intero settore televisivo senza utilizzare sussidi da parte del governo, creando migliaia di nuovi posti di lavoro, ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilità di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertà. Se il Parlamento non lo bloccherà questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento SKY entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio.
Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo la vostra opinione.
Il testo completo dello spot:
In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vostro abbonamento a SKY dal 10 al 20%, un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 SKY ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell’intero settore televisivo senza utilizzare sussidi da parte del governo, creando migliaia di nuovi posti di lavoro, ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilità di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertà. Se il Parlamento non lo bloccherà questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento SKY entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio.
Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo la vostra opinione.
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martedì 28 ottobre 2008
"Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei"
Intervista di Andrea Cangini a Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, rilasciata a Il Giorno/Il Resto del Carlino/La Nazione il 23 ottobre 2008.
Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico PCI ma l'evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno» (Governo Andreotti III, 29/07/76-11/03/78, ndr).
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le BR nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il PD di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il PCI all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il PD, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
L'intervista è reperibile sul sito del governo italiano, nella sezione dedicata alla rassegna stampa.
Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico PCI ma l'evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno» (Governo Andreotti III, 29/07/76-11/03/78, ndr).
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le BR nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il PD di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il PCI all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il PD, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
L'intervista è reperibile sul sito del governo italiano, nella sezione dedicata alla rassegna stampa.
venerdì 3 ottobre 2008
Il Leprechaun è rimasto senza Lab
Alla fine ce l'ha fatta anche lui e ha lasciato il laboratorio.
E adesso dove andrà a fare danni?
E adesso dove andrà a fare danni?
mercoledì 30 gennaio 2008
Processo SME: l'assoluzione del cavaliere nano
Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo SME, e non perché sia stato ritenuto innocente, ma perché il reato di falso in bilancio da lui commesso, e del quale era accusato, non è più previsto dalla legge come reato, e non è più previsto come reato perché nel 2002 il governo Berlusconi II approvò in parlamento una riforma dell'ordinamento giudiziario che, tra le altre cose, depenalizzava appunto il reato di falso in bilancio, trasformandolo in un reato di "danno", perseguibile solo dietro querela di parte.
Sempre parlando di processi del cavaliere, verso la metà di aprile è attesa la sentenza (che potrebbe portare ad una condanna fino a 6 anni) per un altro procedimento in corso, quello di corruzione giudiziaria, nel quale è stato rimandato a giudizio insieme all'avvocato inglese Mills, a sua volta accusato di aver testimoniato il falso nel processo All Iberian, favorendo Silvio Berlusconi, in cambio di una tangente da almeno 600 mila dollari.
L'attesa di questa sentenza c'entrerà qualcosa con il fatto che il berluscoNano voglia tornare alle urne il prima possibile, prima d'aprile?
C'entrerà qualcosa che diventando Presidente del Consiglio potrà disporre dell'immunità parlamentare?
O che potrà di nuovo cambiare le regole del gioco a partita quasi terminata (a suo sfavore)?
Magari viene spontaneo domandarselo...
In fin dei conti, meglio 5 anni in parlamento che altrettanti ai domiciliari...
Sempre parlando di processi del cavaliere, verso la metà di aprile è attesa la sentenza (che potrebbe portare ad una condanna fino a 6 anni) per un altro procedimento in corso, quello di corruzione giudiziaria, nel quale è stato rimandato a giudizio insieme all'avvocato inglese Mills, a sua volta accusato di aver testimoniato il falso nel processo All Iberian, favorendo Silvio Berlusconi, in cambio di una tangente da almeno 600 mila dollari.
L'attesa di questa sentenza c'entrerà qualcosa con il fatto che il berluscoNano voglia tornare alle urne il prima possibile, prima d'aprile?
C'entrerà qualcosa che diventando Presidente del Consiglio potrà disporre dell'immunità parlamentare?
O che potrà di nuovo cambiare le regole del gioco a partita quasi terminata (a suo sfavore)?
Magari viene spontaneo domandarselo...
In fin dei conti, meglio 5 anni in parlamento che altrettanti ai domiciliari...
lunedì 28 gennaio 2008
Condannati alla forca perché gay
La notizia fa un po' inorridire; mentre noi in Italia ci lamentiamo (giustamente) di essere indietro rispetto alla maggior parte dei paesi democratici occidentali in materia di unioni di fatto per coppie dello stesso sesso, in Iran 2 ragazzi gay sono stati condannati alla pena di morte perché colpevoli di amarsi; sono stati accusati dal tribunale iraniano di "Mohareb", nemico di Allah, e "Lavat", sodomia.
E poco più di un mese fa, sempre in Iran, un ragazzo era stato mandato alla forca e ucciso perché accusato di essere gay.
E' stata lanciata una raccolta di firme on-line per una petizione per salvarli rivolta al presidente iraniano ed a altre istituzioni internazionali.
Qui per approfondire e firmare la petizione:
Petition for the lives of Hamzeh and Loghman: two young gay men who are in love and who risk the death sentence in Iran. And let's not forget Pegah: the United Kingdom could still hand her over to the executioner. Petition
E poco più di un mese fa, sempre in Iran, un ragazzo era stato mandato alla forca e ucciso perché accusato di essere gay.
E' stata lanciata una raccolta di firme on-line per una petizione per salvarli rivolta al presidente iraniano ed a altre istituzioni internazionali.
Qui per approfondire e firmare la petizione:
Petition for the lives of Hamzeh and Loghman: two young gay men who are in love and who risk the death sentence in Iran. And let's not forget Pegah: the United Kingdom could still hand her over to the executioner. Petition
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